Versione ad alta leggibilità
  1. Salta il menu
  2. Riabilita i fogli di stile CSS

Logo
Alto contrasto - Disabilita CSS - Caratteri normali - Caratteri grandi


LA MOSTRA


Sezione precedente SEZIONE PRECEDENTE SEZIONE SUCCESSIVA Sezione successiva
IL RAPPORTO CON LA TERRA D'ORIGINE
Pannello
I rapporti fra coloro che emigravano e la terra natia non furono certo favoriti dallo Stato che del “grande esodo” sin dall’inizio non si prese alcuna cura ed anzi iniziò a fare la conta ufficiale di quelli che erano partiti solo nel 1876; e la prima vera legge sull’emigrazione è del 31 gennaio 1901, quando già milioni di italiani se ne erano andati. Si sostituirono allo Stato assente associazioni o patronati promossi da ordini religiosi come gli Scalabriniani, che operavano soprattutto nelle Americhe, i Bonomelliani, che tutelavano l’emigrazione in Europa o quelli di matrice laica come l’Umanitaria di Milano e la Dante Alighieri, fondata nel 1989, che si proponeva “di tutelare e di diffondere la lingua, la cultura e il sentimento italiano, dovunque sono italiani fuori regno.” Nelle varie sedi di immigrazione sorsero, con il dichiarato proposito di mantenere in qualche modo rapporti con la propria terra, Società, Bande, Sodalizi musicali con denominazione e forme di aggregazione diversificate.Diffuse ed importanti nel contesto sociale del mondo dell’emigrazione furono le Società di Muto Soccorso, come quella dei “Cavalleggeri di Lucca” fondata a San Francisco nel 1874, di matrice municipale, come quella del Mutuo Soccorso di Rio de Janeiro, del 1904, la Sociale Mutuo Soccorso del Vermont, ma anche altre di più ampia partecipazione come la “Unione e benevolenza” di Buenos Aires e la “Società italiana di Soccorso” di Rosario di Santa Fè, del 1898. Ma anche nella terra di origine forte fu, soprattutto a cavallo dei due secoli, lo sforzo per mantenere vivi i contatti con coloro che erano stati costretti ad andarsene. Sorsero patronati, come quello fondato prima della fine del secolo scorso a Lucca e rimasto in vita fino al 1927, in favore degli emigrati della Provincia di Lucca e del circondario della Garfagnana, di matrice scalabriniana, come scalabriniano, anzi, uno dei primi, fu il camaiorese Padre Giuseppe Marchetti, cappellano degli emigrati sui piroscafi e fondatore, nel 1895, dell’orfanotrofio Cristoforo Colombo a San Paolo, a favore dei figli di emigranti rimasti orfani durante le lunghe e pericolose traversate. E spuntarono qua e là in tutta la regione periodici rivolti in particolare al mondo dell’emigrazione, anch’essi di varia matrice ma con gli stessi intenti, da “L’eco del Serchio”, al “ Corriere della Garfagnana”, poi “Garfagnana”, da “La Terra” al “Solitario del castello di Grondola” di Pontremoli, da “La Corsonna” a “Il Giornale di Barga”, da “Il Messaggero di Lucca” a “Il Corriere Apuano” e attraverso i decenni Società, Circoli e Associazioni, come quella pontremolese del 1901, il gruppo “Pescia e stiappa” in Val di Nievole, varie Amicales come “La Valle del verde” a Parigi, la Falltis in Svizzera e, successivamente, l’Associazione Lucchesi nel Mondo che ancora oggi conta sessanta sezioni in tutti i continenti. Ma i rapporti più stretti e concreti gli emigrati stessi mantennero con i loro paesi, la loro gente. “Spedivano i loro dollari al miglior cambio e, appena giunti in Patria, avrebbero acquistato una casetta e del terreno e avrebbero lavorato la propria terra, felici di finire i loro anni in una serena vecchiaia (…) C’è tutto un capitolo di storia da recuperare nell’analisi del fattore emigrazione, quello relativo all’impatto che l’emigrazione ha avuto nelle terre di origine nelle quali le fatiche dell’emigrante erano e sono visibili come frutto del denaro inviato in Patria per risparmio…ma anche nella trasformazione stessa degli emigrati; essi si erano in qualche modo trasformati, come i garfagnini più aperti al pluralismo religioso…”, come scrive Silvano Burgalassi nella prefazione a “Il pane delle sette croste”.
 

Commemorazione di Giacomo Puccini, promossa da un comitato di Italiani, a pochi mesi dalla sua morte.


 
Sezione precedente SEZIONE PRECEDENTE TORNA ALLE SEZIONI SEZIONE SUCCESSIVA Sezione successiva

project by Fantanet S.r.l.

    Museo dell'Emigrazione della Gente di Toscana - Castello di Lusuolo - Mulazzo di Lunigiana - Tel 0187 439017


Torna in alto