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LA MOSTRA


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NOSTRA PATRIA È IL MONDO INTERO, NOSTRO MOTTO È LA LIBERTÀ
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La costruzione dello Stato italiano e l’espansione economica che porta al decollo industriale dell’età giolittiana hanno luogo parallelamente alla crescita dell’opposizione sociale e politica degli anarchici e dei socialisti e alla formazione di quelle strutture organizzative del movimento contadino e operaio che saranno uno dei tratti caratterizzanti della storia del Novecento. C’è anche chi cerca di realizzare il sogno di emancipazione sociale che accomuna anarchici e socialisti, emigrando nel "nuovo mondo", come il pisano Giovanni Rossi che, con 150 persone , molte delle quali livornesi e toscane, fonda nel 1890 in Brasile la Colonia Cecilia, esempio di comunità anarchica basata sulla proprietà collettiva dei beni e il libero amore. L’esperimento della Colonia è seguito non solo da anarchici e socialisti con entusiasmo, ma finanziato da istituzioni come il Museo Civico di Genova, dall’Orto Botanico di Pisa e dalla Fratellanza Artigiana di Firenze. Nei periodi in cui lo scontro politico e sociale in Italia si fà più violento e le persecuzioni, i processi, gli anni di confino e di carcere si sprecano, molti lavoratori sono costretti a lasciare l’Italia anche come esuli politici. Per molti militanti politici e sindacali diviene quindi abituale girare di nazione in nazione, in cerca di un lavoro o con il parziale sostegno dei conterranei che anche all’estero hanno dato vita a gruppi e circoli che oltre alla propaganda si occupano attivamente della solidarietà sociale. Si forma così una rete di relazioni fra chi è emigrato e chi rimane in Italia che, oltre a servire di protezione nei periodi di forte tensione politica, sarà fruttuoso di scambi di esperienze politiche o organizzative. Figura emblematica di questa parte della storia italiana il toscano Pietro Gori, avvocato, poeta, militante comunista anarchico, definito per i suoi lunghi spostamenti in Europa, Nord e Sud America fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del nuovo secolo il "cavaliere errante dell’anarchia". Per chi fuggiva per sottrarsi alle persecuzioni poliziesche, e spesso altre ne doveva subire in quanto "straniero sovversivo", certamente la documentazione fotografica era impensabile, anzi spesso evitata accuratamente, per non dare strumenti alle autorità poliziesche, per cui disponiamo di rare foto dei personaggi e delle vicende descritte. Rare ma significative eccezioni rintracciate sono state prodotte per testimoniare a chi è rimasto nella terra di origine la volontà di resistenza alle dure condizioni di lavoro e di solidarietà sociale, come i gruppi di lavoratori di, che si fanno ritrarre tutti insieme sotto le bandiere della Società Libero Pensiero Giordano Bruno di New York, alla quale aderiscono in maniera consistente sia lunigianesi che lucchesi di Montefegatesi, o come Antonio Presi attivo collaboratore del giornale "Il Proletario " di New York, uscito dal 1896 al 1946, che mentre invia una sua foto con altri compagni ai genitori li saluta "sindacalisticamente"
 

Antonio Presi da Pavana (Pistoia) con un gruppo di compagni socialisti che mostrano due giornali pubblicati in lingua italiana negli Stati Uniti, L'Internazionale e Il Proletario. Quest'ultimo fu stampato a New York per cinquant'anni, dal 1896 al 1946.


 
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    Museo dell'Emigrazione della Gente di Toscana - Castello di Lusuolo - Mulazzo di Lunigiana - Tel 0187 439017


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