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LA MOSTRA


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VERSO L'EUROPA
Pannello
Le partenze per il Nuovo Mondo hanno senz’altro lasciato una quantità maggiore di tracce sia come materiali documentari, che come effetto sull’immaginario collettivo, data l’eccezionalità dell’evento. Resta comunque documentata - sia a livello nazionale che per l’area toscana -, la forte percentuale di partenze per l’area europea e mediterranea. Infatti le aree più vicine al confine toscano, che permettono un esodo quasi transfrontaliero, saranno sempre mete preferite dei toscani , in primis la Francia, - la Francia del Sud e la Corsica in particolar modo -, ma anche Svizzera e Germania e l’Inghilterra. Verso queste aree si mantiene un flusso costante e composito di toscani che comprende ancora all’inizio del Novecento persone che esercitano mestieri d’ancien régime, come i figurinai, i suonatori ambulanti e i merciai ambulanti. In questa sezione della mostra si segnala per l’originalità del documento la ricostruzione del lavoro girovago di un suonatore di organetto (piano) che per vari anni alla fine dell’’800 svolge la sua attività nelle piazze e le strade di tutta la Francia. Col passare del tempo e delle generazioni migranti anche i toscani si inseriscono nei settori industriali delle aree europee, sconvolte fra ‘800 e ‘900 da un importante sviluppo industriale, anche se la loro occupazione prevalente resta nei settori "arretrati": saline, vetrerie, ma soprattutto nelle industrie alimentari, nel settore delle costruzioni delle infrastrutture e nell’edilizia, dove si segnala una forte presenza di toscani in varie aree europee. Molti dei venditori ambulanti che sono stati i "pionieri" dell’emigrazione toscana, si stanno insediando stabilmente nello stesso arco di tempo, aprendo negozi, luoghi di ristorazione, piccoli stabilimenti industriali; questo fatto permette l’insediamento di vari componenti delle famiglie e l’inizio di trasferimento di residenza. Anche in questi casi, comunque, il rapporto con le famiglie e le comunità d’origine si mantiene sia con frequenti ritorni al luogo natale, che con rapporti epistolari e di immagini fotografiche, che ci permettono di visualizzare sia la zona di lavoro che le condizioni di vita quotidiana di chi è emigrato. Anche se dobbiamo tenere presente che il documento fotografico in particolare mostra spesso condizioni di insediamento ed economiche "migliorate", la fotografia del singolo o di gruppo diviene spesso emblematica di masse di lavoratori che, per le condizioni di lavoro marginali tipiche degli emigrati, sono altrimenti "spariti" dalla storia. Il lavoro delle donne, in particolare, è di difficile rappresentazione fotografica, visto che si svolge prevalentemente all’interno delle proprie case, se esse accompagnano il nucleo familiare, e in case di persone che possono permettersi cameriere, cuoche, balie. Solo per quest’ultimo tipo di lavoro abbiamo una buona rappresentazione fotografica, perché da latte o balie asciutte queste venivano riprese assieme ai figliocci in occasione di gite, festeggiamenti e ricorrenze da parte delle ricche famiglie che le ospitavano.
 

Maestranze in posa di fronte all'imbocco del traforo di Solothurn ai cui cantieri presero parte molti lunigianesi. Nella foto, primo da destra in seconda fila, Pietro Pizzanelli di Pontremoli.


 
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    Museo dell'Emigrazione della Gente di Toscana - Castello di Lusuolo - Mulazzo di Lunigiana - Tel 0187 439017


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