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LA MOSTRA


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VERSO NUOVI MONDI
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Gli spostamenti temporanei, seppur ripetuti, non bastano a risolvere i problemi derivanti dalle magre economie delle vallate appenniniche e delle aree più svantaggiate del territorio toscano; così, dopo la metà del secolo, le partenze assumono connotazioni diverse. Ci si sposta per periodi più lunghi e ci si rivolge anche ad aree più distanti; diventano mete verso le quali dirigersi le vallate francesi d’oltralpe, a cui viene naturale indirizzarsi a seguito dell’esperienza di lavoro in Corsica, l’Inghilterra o le lontane Americhe e, per qualche pioniere, anche l’Australia. In porti come Livorno prima e successivamente Genova assumono un ruolo importante le partenze dei piroscafi e le compagnie di navigazione diffondono e pubblicizzano in modo capillare attraverso le loro agenzie le condizioni di viaggio. Anche le stazioni ferroviarie, talvolta appena costruite, si animano sempre più spesso di gruppi e di famiglie che si apprestano a lasciare il nostro paese, accompagnati dai congiunti desiderosi di rinviare il più possibile il momento del distacco. Come confermano le testimonianze raccolte, per molti il giorno della partenza è destinato a restare nella memoria per sempre. Negli ultimi decenni del secolo scorso, si riversano così nei porti del Nord e del Sud dell’America ingenti masse di emigranti, ignari della lingua e spesso con solo una vaga idea della loro destinazione, legata ad informazioni assunte attraverso parenti o conoscenti. Per costoro gli stati, desiderosi di agevolare la venuta di manodopera indispensabile per le loro economie in sviluppo, avvertono la necessità di predisporre locali per la prima accoglienza; nascono così, tra gli altri, l’Alojamiento des inmigrantes di Montevideo e le analoghe strutture di Buenos Aires e di San Paolo. Quando poi ben presto si desidererà invece limitare i massicci arrivi, le strutture predisposte diventeranno luoghi di sosta obbligata, come le note immagini di Ellis Island a New York attestano, nei quali sottoporre i nuovi venuti a rigidi controlli, a cui potranno seguire anche amare espulsioni. Dalla nostra regione partono in massa agricoltori e boscaioli, addetti all’edilizia, alle costruzioni ferroviarie e minatori, domestiche e balie, ma anche uomini dotati di professionalità, quali gli scalpellini di Carrara o del pistoiese, i librai lunigianesi, i figurinai e i panificatori lucchesi, imprenditori che si affermeranno con successo nelle più diverse attività. Accanto ad essi non mancano quanti, animati da spirito di avventura, si muovono per sfidare l’ignoto, come Adamo Lucchesi, che s’inoltra nel cuore dell’America meridionale o l’elbano Giacomo Cardenti, nostromo della spedizione Stella Polare che, agli inizi del secolo si spingerà a raggiungere la più elevata latitudine nord.
 

Gli emigranti. Olio su tela di Raffaello Gambogi (Museo Civico Giovanni Fattori, Livorno).


 
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    Museo dell'Emigrazione della Gente di Toscana - Castello di Lusuolo - Mulazzo di Lunigiana - Tel 0187 439017


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