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LA MOSTRA


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Gli uomini da sempre si muovono, spinti dal desiderio di vedere ed esplorare nuovi territori o dal bisogno di migliorare la propria condizione di vita con la ricerca di luoghi, anche lontani, ove questo sia possibile. Il nostro itinerario ripercorre le tracce di tali spostamenti che, nel corso di due secoli, dai borghi della Toscana, spesso ancora racchiusi entro le cinte murarie medievali, si sono indirizzati verso le più diverse parti del mondo e ricostruisce, per quanto è stato possibile, le vicende di uomini e donne che ne sono stati protagonisti. E’ sul finire del Settecento che il lucchese Vincenzo Lunardi effettua il primo volo in mongolfiera a Londra, Alessandro Malaspina, sulla scia dei grandi navigatori, organizza una spedizione che nel corso di un quinquennio tocca le coste di tutti i continenti e Filippo Mazzei, fiorentino, partito alla volta dell’America per impiantarvi nuove forme agricole, diviene amico di Jefferson e contribuisce alla nascita degli Stati Uniti. Negli stessi anni migliaia di persone, delle quali a malapena ci sono noti i nomi, si sono allontanate per periodi più o meno lunghi dai loro paesi, spinte dalla necessità di trovare lavoro e dal desiderio di fare fortuna. Spesso si trattava di spostamenti tra aree diverse del paese; dalle popolose pendici degli Appennini, dove lo sfruttamento della terra non forniva risorse adeguate a rispondere alle esigenze della popolazione, ci si dirigeva verso le aree pianeggianti della valle padana o della maremma che invece richiedevano la presenza di un numero sempre maggiore di braccia, oppure verso la Corsica, facilmente raggiungibile dal porto di Livorno e che da secoli intratteneva stretti rapporti con il territorio costiero della Toscana. L’ordinata amministrazione napoleonica del primo decennio dell’Ottocento ci ha conservato i passaporti di questi emigranti che, con la qualifica di agricoltori, spesso a piccoli gruppi e portando con sé i semplici attrezzi necessari per svolgere la loro attività, si allontanavano per una parte dell’anno dai paesi a cui facevano ritorno dopo alcuni mesi per ripetere il percorso l’anno successivo. Talvolta si partiva invece con una abilità professionale che avrebbe consentito un più facile inserimento nelle nuove terre, spesso lontane. E’ il caso degli scalpellini e degli ornatisti apuani che, esperti nella lavorazione del marmo, da secoli portano nel mondo la loro competenza; per questo li troviamo tra i primi chiamati agli inizi dell’Ottocento dal Presidente degli Stati Uniti ad ornare il Campidoglio di Washington. Analogamente i figurinai lucchesi, maestri nella lavorazione del
 

Giuseppe Puliti, carta storica della Toscana all'inizio del XIX secolo, tratta da "Viaggio pittorico della Toscana di Francesco Fontani.


 
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    Museo dell'Emigrazione della Gente di Toscana - Castello di Lusuolo - Mulazzo di Lunigiana - Tel 0187 439017


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