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1946 - 1976

Terminata la politica antimigratoria del regime fascista, i governi repubblicani non scoraggiano l’emigrazione, ma la interpretano come uno strumento per dare risposte al problema della disoccupazione italiana. Con questo genere di approccio lo stato “assiste” le migrazioni verso il Belgio, dove c’è grande richiesta di lavoratori nelle miniere di carbone e verso la Francia e la Germania, dove il boom economico del dopoguerra attrae manodopera da molte nazioni mediterranee. Nonostante le destinazioni extraeuropee diventino meno richieste, sono ancora molti a dirigersi verso il sud America, numerosi i ricongiungimenti familiari negli Stati Uniti e si aggiungono inoltre alle destinazioni tradizionali paesi come il Canada, il Sud Africa, l’Australia. A spostarsi sono nuovamente molti emigranti provenienti dalle aree più povere della penisola: le isole, il meridione, il veneto e le aree appenniniche.

 


IMMAGINI CORRELATE:


592  Dati dell'emigrazione dall'Italia forniti dalle statistiche per il periodo tra il 1946 ed il 1976: distinzione per regione di provenienza e numerosità degli emigrati.
Soggetto: viaggio
Codice: 592
Dati dell'emigrazione dall'Italia forniti [...]

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    Museo dell'Emigrazione della Gente di Toscana - Castello di Lusuolo - Mulazzo di Lunigiana - Tel 0187 439017


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