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PISTOIA

La nascita di Pistoia è legata all'espansione romana in Toscana, anche se non sono da escludere precedenti insediamenti di popolazioni diverse, prime fra tutte, gli Etruschi. All’inizio del II secolo a. C., quando i romani intrapresero una dura lotta contro le popolazioni liguri attestate sulle pendici appenniniche, Pistoia doveva essere una città fortificata destinata all'approvvigionamento delle milizie ed il suo nome sembra alludere proprio a questo ruolo (“pistoria” da cui “Pistoria”, “Pistoriae” o “Pistorium”, indica il forno per il pane). Nel V secolo Pistoia diviene sede vescovile e subisce il brutale saccheggio dei Goti di Radagaiso (405 d. C.). E’ tuttavia la dominazione longobarda ad essere importante per la città che per la sua vicinanza al confine bizantino acquisisce un primario ruolo strategico, divenendo sede di un “gastaldato” direttamente dipendente dal sovrano. In questo periodo Pistoia viene cinta da una cortina difensiva ed a riprova della sua importanza viene autorizzata a coniare una moneta aurea: il tremisse pistoiese. Successivamente, in epoca carolingia, l'economia si chiude ed il sistema politico assume un’impronta di carattere feudale, organizzandosi attorno alla corte vescovile, il cui controllo della città viene conteso solo dai conti Guidi e Cadolingi. Nel nuovo millennio mutano le istituzioni politiche; nel 1105 a Pistoia governano i consoli, la più antica magistratura di istituzione democratica e nel 1158 il podestà argina con successo il potere del vescovo. Nel 1177 la città ottiene il suo primo statuto, uno dei più antichi d'Italia. Durante l'XI ed il XII secolo Pistoia si contraddistingue per l'imponente crescita economica della quale la prima conseguenza è il controllo esercitato su una estensione territoriale superiore ai confini dell'attuale provincia. In questo periodo, forse quello di massimo splendore, la città acquista l'aspetto romanico che ancora oggi ne è la principale caratteristica e si dota di una nuova cinta di mura. Il XIII secolo è per la città un momento di grave crisi politica e Pistoia si trova costretta tra le potenti Firenze e Lucca. Con queste città numerosi sono gli scontri ed intorno alla metà del Trecento, entra nell'orbita fiorentina, dopo essere stata gravemente diminuita sia nel peso demografico che in quello economico, dalla disastrosa pestilenza del 1348. Da allora la decadenza politica ed economica si accentua, con il fallimento di molte banche. Nel 1401 c’è la perdita definitiva di ogni autonomia e nel 1530 entra a far parte formalmente del ducato mediceo. I secoli XVII e XVIII sono segnati dal declino, scossi soltanto dal vento riformatore del vescovo Scipione Ricci.
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