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MIELI ALDO

Mieli nacque a Livorno nel 1879, proveniva da una ricca famiglia ebraica e dopo aver conseguito la laurea in chimica all’Università di Pisa visse per qualche tempo a Lipsia; tornato in Italia cominciò a collaborare per alcune riviste scientifiche e conseguì nel 1908 la libera docenza in Chimica Generale e Storia della Chimica a Roma. Di idee politiche socialiste e pacifiste, al socialismo era giunto, come molti altri borghesi dell'epoca, attraverso un positivismo "estremista", fiducioso nel potere della Ragione e della Scienza nel risolvere tutti i problemi della società. Ebbe davvero la stoffa del divulgatore scientifico e del libellista, e fu per tutta la vita sorretto da un incrollabile entusiasmo, anche nei momenti più bui. Negli anni successivi al 1908 Mieli diede vita a numerose riviste scientifiche e di storia della scienza e questo suo interesse lo portò a fondare nel 1919 l’Archivio della Storia della Scienza che lui stesso ha diretto per un periodo di tempo. Un altro campo delle scienze che richiamò il suo interesse fu quello della sessualità dell’uomo. Nel 1916 Mieli affrontò il tema dell'amore, pubblicando una "prefazione" a Il libro dell'amore (opera che non pubblicò mai), sedici pagine di aforismi e riflessioni. Nella sua prefazione a Il libro dell'amore, Mieli scrisse: "In nome dell'amore, della sincerità e della conoscenza io affronto i problemi più profondi e più scabrosi, e, sicuro dei dettami della coscienza, sfido e metto in non cale leggi, costumi, usi e convenzioni. Perché ripudio ciò che è falso, ciò che non è frutto dell'Amore. E se leggi, costumi, usi e convenzioni serviranno l'odio e la falsità io li allontanerò da me” Scrisse alcune opere relazionate col tema come la rivista “Rassegna” organo ufficiale dell’Associazione Italiana per lo studio delle questioni sessuali fondata nel 1921. Era una Società contraddittoria sia come idee che come composizione ma capace di prese di posizione per l'epoca audacissime. Fu fra i partecipanti, unico italiano, al primo "Congresso internazionale per la riforma sessuale" organizzato nel 1921 da Magnus Hirschfeld tenutosi in Germania. Nel 1928 Mieli emigrò improvvisamente in Francia, portando con sé la propria biblioteca che donò, in cambio di un vitalizio, al Centre de Synthèse di Parigi di cui divenne collaboratore, naturalmente nel campo della storia della scienza. Da questo momento in poi non ci sono più tracce di una sua militanza nel campo della liberazione sessuale, anche se quando morì Hirschfeld Mieli lo onorò con un bellissimo, ed esplicito, elogio funebre, senza oltre tutto tacerne l'origine ebraica, cosa che nel 1935 richiedeva ormai un certo coraggio. A partire da 1924 e per due anni, Mieli fu segretario della Federazione Nazionale di Storia della Scienza d’Italia e pubblicò vari lavori su riviste scientifiche dell’epoca come Scientia, Rivista di Biologia, Rivista Scientifica Industriale, ecc. Nel 1928, fu uno dei creatori dell’Accademia Internazionale di Storia della Scienza, dove fu segretario perpetuo e anche direttore della rivista: Archeion, una delle pubblicazioni più importanti che sia stata pubblicata dall’Accademia. Nel 1938, Mieli emigrò nell’Argentina, convocato per lavorare all’Università Nazionale del Litorale come titolare dell’Istituto di Storia e Filosofia della Scienza. In questo periodo, la sua vocazione come storiografo aveva superato l’interesse per la chimica. Il suo compito nell’Istituto consisteva nello sviluppo della storia della scienza come disciplina autonoma, cioè, non una sommatoria della storia delle discipline o delle biografie degli scienziati distaccati, bensì una disciplina che potesse rendere conto, attraverso un sguardo critico e storico, dello sviluppo delle scienze. Inoltre si incaricò di formare studenti ricercatori e portò avanti, con essi, diverse ricerche. In 1943 l’Istituto fu chiuso, ma riuscì comunque a pubblicare la rivista Archeion (la cui pubblicazione si era interrotta in Europa a causa della Seconda Guerra Mondiale) e produsse una ampia bibliografia. Tra le sue opere si possono trovare diversi articoli in riviste e libri: La storia della scienza in Italia (1916); Prefazione al libro dell´amore (1916); I presocratici; I prearistotélicos; Pagine di storia della chimica; Manuale della storia della scienza (1925); Lavoissier; Archivio della storia della scienza; Gli scienziati italiani; Manuale della scienza antica; Panorama generale della scienza (1945, in collaborazione con Desiderio Papp), Il mondo islamico e l’Occidente medievale cristiano (1946), e La teoria atomica moderna (1947). Morì a 71 anni nella località della Florida, vicino a Buenos Aires, il 16 febbraio di 1950 mentre stava lavorando a un’opera sulla storia internazionale delle scienze portata poi a termine dal suo collaboratore Josè Babini. La sua vita e la sua opera costituiscono un apporto importante per il consolidamento della storia della scienza come disciplina, tanto in Argentina come in ambito internazionale.

 


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