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IN GERMANIA NEL DOPOGUERRA

Dal 1956, anno della tragedia di Marcinelle, molti lavoratori cominciano a preferire al Belgio, l’emigrazione in Germania, dove, il boom economico del dopoguerra, è il motore di una massiccia richiesta di manodopera da molti Paesi mediterranei. A partire sono, per lo più, maschi adulti che si muovono senza famiglia nei luoghi dove serve personale non qualificato nei settori edile ed industriale. La maggiore richiesta di persone viene infatti dalle grandi fabbriche della produzione fordista di auto, macchinari, elettrodomestici ed altri beni di consumo. L'emigrazione ha per lo più carattere temporale, i lavoratori sono giovani e celibi o comunque non accompagnati dal coniuge ed hanno come prospettiva il rientro dopo un periodo di accumulazione di risparmi all'estero. Inoltre, i lavoratori stranieri sono percepiti in Germania come ospiti temporanei, “gastarbeit”, per i quali non viene favorita l'integrazione, ma piuttosto un soggiorno temporaneo con la prospettiva di un immediato rientro in caso di termine della necessità di manodopera.

 


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196  Gabriele e Benito Santi originari di Sestino (Arezzo) occupati nelle ferrovie.
Periodo: anni '50
Soggetto: lavoro
Codice: 196
Gabriele e Benito Santi originari di [...]

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