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VELTRONI GIOVANNI

Le case, i palazzi, le piazze, i camposanti verso la fine dell’Ottocento ed ai primi del Novecento sono costruiti ed abbelliti dalle mani di scalpellini, artigiani e artisti venuti a centinaia dalla Toscana in cerca di una vita migliore in questa Repubblica, allora in pieno sviluppo. Fra loro troviamo chi fu definito “l’architetto di Montevideo”: Giovanni Veltroni. Nato il 21 novembre del 1880 a Firenze, fin da giovane ha la possibilità di dimostrare la sua vocazione artistica nella Accademia di Belle Arti, da dove ne esce con la meritata laurea di architetto. Discepolo di Enrico Ristori, ne è anche l’aiutante in molti lavori importanti, come il ponte Umberto I° di Torino. Si fa subito notare e, chiamato a Genova, ha l’incarico di progettare il maestoso edificio della Borsa. Si presenta al quadriennale “Gran Premio di Roma”, concorso destinato ai professionisti piú qualificati e vince con un progetto accademico, molto apprezzato, sul tema “Nuovi Stabilimenti Termali di Montecatini”, affermando il suo crescente prestigio. Siamo nella prima decade del 1900, l’Uruguay è in pieno sviluppo sotto la sicura guida del suo presidente, Don José Batlle y Ordóñez. Questi vuole visitare l’opera della costruenda Borsa di Genova e conoscere il suo autore, che invita a venire in Uruguay insieme ad altri tecnici. Veltroni giunge in Uruguay molto giovane, aveva appena 28 anni, ma grazie alle sue doti di ottimo disegnatore e di abile progettista si fa subito conoscere. Nel 1909 vince il concorso indetto dalla benemerita Società Italiana di Mutuo Soccorso per il suo mausoleo. L’anno dopo, in società con l’architetto alsaziano Knab, vince il 1° premio della gara per la sede dell’Amministrazione del Porto di Montevideo. Il 1912 è l’anno di gloria per questo giovanissimo architetto fiorentino: il suo progetto per il futuro Palazzo di Governo è premiato con la medaglia d’oro tra i numerosi presentati nel certame dai migliori architetti di ambe le rive del Plata. Nel 1916 il progetto del nostro Veltroni conquista il 1° posto fra trentotto concorrenti nella gara internazionale indetta dal Governo Uruguaiano per la costruzione della sede centrale della Banca della Repubblica. Edificio di dimensioni colossali che occupa un intero isolato nella cosí chiamata Città Vecchia, la costruzione, iniziata con l’aiuto dell’architetto Lerena Acevedo nel 1926, richiede dodici anni per essere portata a compimento. Criticata a metà secolo dagli architetti “modernisti”, la sua sobria architettura neo-classica ha ormai superato il verdetto del tempo, distinguendosi nella sua perfetta funzionalità. Chi la definisce come “persistenza della architettura del ‘900” non tiene in conto che le sue strutture sono risolte con soluzioni molto avanzate per l’epoca, come quelle adottate per risolvere la gigantesca volta della sala centrale e per il il forziere, che ancora risponde alle piú severe norme di sicurezza odierne. La prolifica attivitá di Veltroni viene premiata da successivi riconoscimenti: conquista il posto d’onore per il progetto della Banca di Londra, ottiene il primo premio per il “Centro Catalán”, per la sede del Ministero di Salute Pubblica e dell’Istituto Agronomico Internazionale, ed il secondo premio in altri ambiti: per la Biblioteca Nazionale, la Banca di Credito, il Palazzo di Giustizia. Benché non sia uruguaiano di nascita, per le sue doti viene ammesso al Dipartimento di Architettura del Ministero delle Opere Pubbliche, dove si distingue con una brillante carriera, raggiungendo la nomina di Direttore, carica che mantiene fino alla morte prematura, avvenuta il 9 gennaio 1942. Ricoprendo le mansioni di massimo dirigente di questo ufficio pubblico è il responsabile di gran parte delle opere intraprese da questo organismo. Sotto la sua supervisione sono costruite tra altre: sedi per tribunali, la Amministrazione del Debito Pubblico, le Poste e Telegrafi della città di Salto – attualmente sede del Municipio - , il complesso scolastico “Sanguinetti”, il Centro Docente per l’Avviamento Professionale, i licei delle cittá di Canelones e Durazno, il Mercato della città di Artigas, l’ospedale della città di Rocha, la facoltà di Chimica, scuole e commissariati in diversi dipartimenti del paese. Non per questo tralasciò l’attività privata, alla quale Giovanni Veltroni dedica le sue cure con passione, menzioniamo: la sede della Banca Mercantile, la soluzione paesaggistica del Parco Capurro, l’urbanizzazione del rione di San Rafael nei pressi di Punta del Este, il monumento a Garibaldi nei campi di S. Antonio a Salto. Viene definito un professionista dotato di uno squisito senso artistico accompagnato da una straordinaria abilitá per il disegno. Ciò permette a Veltroni di utilizzare lo stile più conveniente per ogni caso che si presentava, dal neoclassico al barocco spagnolo, avvicinandosi all ‘Art Déco negli ultimi anni. L’eccellenza della sua opera viene riconosciuta anche in patria e nel 1918 viene nominato, dalla Accademia di Belle Arti di Firenze, membro corrispondente, e nel 1930 ottiene la commenda della Corona d’Italia. Viene anche premiato con medaglia d’oro e diploma al III° Congresso Panamericano di Architettura, Costruzione e Arti Decorative di Buenos Aires del 1927.

 


IMMAGINI CORRELATE:


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358  Giovanni Veltroni. Banco de la Repubblica Oriental de l'Uruguay.
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