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IL PORTO DI LIVORNO

Intorno alla metà del Cinquecento i Granduchi di Toscana dichiarano Livorno “porto franco” e promuovono una serie di facilitazioni dirette a favorire il commercio ma soprattutto a creare un regime di tolleranza che permetta ad Ebrei, Greci, Armeni e Turchi di esercitare il proprio culto nella città ed essere quindi stimolati a stabilirvisi. Tra Seicento e Settecento quindi la Toscana si trova a possedere la più conveniente piazza di scambi fra il Levante e le nazioni d'Europa mentre il porto della città diventa il più importante del Mediterraneo, grazie alla neutralità del suo stato ed all’apertura al traffico delle merci. Nell’Ottocento esso diventa anche snodo del traffico d’emigranti diretti per lo più in Corsica, Francia o verso destinazioni africane od orientali. Ad imbarcarsi sono per lo più toscani, altri, provenienti da regioni del centro o del nord Italia, si dirigono al porto di Livorno fino a quando Genova assume la supremazia dei trasferimenti transoceanici.

 


IMMAGINI CORRELATE:


35  Gli emigranti. Olio su tela di Raffaello Gambogi (Museo Civico Giovanni Fattori, Livorno).
Periodo: 1894
Soggetto: viaggio
Codice: 35
Gli emigranti. Olio su tela di Raffaello [...]
529  Il porto di Livorno.
Periodo: fine '800
Soggetto: viaggio
Codice: 529
Il porto di Livorno.

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    Museo dell'Emigrazione della Gente di Toscana - Castello di Lusuolo - Mulazzo di Lunigiana - Tel 0187 439017


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