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Partiti dalla Toscana


VECOLI RUDOLPH

Gli studi di Rudolph Vecoli hanno dato un grande contributo alla conoscenza di che cosa l’immigrazione in America è stata e delle tracce che ha lasciato. Direttore del Centro di Ricerca sulla Storia dell’Immigrazione all’Università del Minnesota, in numerosi articoli e libri come “Gente del New Jersey” e “Un secolo di immigrazione in America (1884 al 1984), Vecoli criticò l’approccio secondo il quale gli immigrati negli Stati Uniti abbandonarono le proprie culture per confondersi nel melting pot della società americana. Egli riteneva al contrario che essi si aggrapparono tenacemente alle loro tradizioni sviluppando strategie per mantenere il patrimonio ereditario del Paese di provenienza e resistettero con successo ai tentativi di fusione nel sistema socioeconomico americano. Vecoli era nato nel 1927 aWallingford nel Connecticut da genitori di origine livornese. Crebbe come un giovane americano che a casa parlava però sempre italiano, si laureò a Storrs all’Università del Connecticut nel 1950, conseguì un master all’Università della Pennsylvania nel 1951 ed un dottorato all’Università del Wisconsin nel 1963. La sua tesi di dottorato affrontò lo studio dell’esperienza sociale ed economica degli italiani a Chicago prima della Prima Guerra mondiale. Dopo aver brevemente insegnato a Rutgens all’Università dell’Illinois, comiciò a collaborare con l’Università del Minnesota e nel 1967 divenne professore di storia e direttore del neonato Centro di Ricerca sulla Storia dell’Immigrazione che si prefiggeva di raccogliere materiale relativo alla cultura, al lavoro, all’esperienza politica degli immigrati negli Stati Uniti dall’Europa Meridionale ed Orientale. Al Centro furono donati l’intera documentazione dell’Industria Italosvizzera di San Francisco e quella dell’Unione Cattolica degli Slavi del Sud di Ely nel Minnesota. All’inizio degli anni Novanta il Centro acquistò anche la documentazione della “Libero pensiero”, un’organizzazione mutualistica di Wallingford alla quale appartennero i genitori di Vecoli. Egli si dedicò per lo più al recupero delle storie di coloro di cui si conosceva poco o nulla. Questo materiale, a suo dire, “umanizza la ricerca storica, salvandola dall’astrazione e rendendocela nel suo aspetto più emotivo”. Morto nel giugno 2008, fu presidente della Associazione Storica Italoamericana dal 1966 al 1970, della Società di Storia Etnica e dell’Immigrazione dal 1982 al 1985 mentre dal 1983 al 2003 è stato membro del comitato scientifico della Fondazione Ellis Island-Statua della Libertà.
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