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Partiti dalla Toscana


MESCHI ALBERTO

Nato nel 1879 a Borgo San Donnino, aderisce al movimento anarchico ed emigra nel 1905 in Argentina, dove diventa uno dei più seguiti dirigenti libertari e sindacali. Nel 1909 viene espulso e deve rientrare in Italia. Si stabilisce a Carrara dove dirige la Camera del lavoro e guida le lotte dei cavatori apuani e dei lavoratori della Versilia. Durante la I Guerra mondiale combatte al fronte ed è catturato ed imprigionato nei Carpazi. Al termine del conflitto riprende la lotta a Carrara, entrando anche a far parte del Consiglio generale dell'Unione sindacale italiana. Aggredito a più riprese dai fascisti, Meschi è costretto nel maggio del 1922 a riparare in Francia. A Parigi è tra i fondatori della Concentrazione antifascista e della Lega italiana diritti dell’uomo. Nel 1936 combatte in Spagna nella Colonna Rosselli, sino alla caduta della Repubblica. Tornato in Francia finisce in un campo di internamento. Rientra in Italia alla fine del 1943 e, all’indomani della Liberazione, viene incaricato dal CLN di dirigere la Camera del lavoro di Carrara, che regge sino al 1947. Da allora, per circa 20 anni, si dedica alla pubblicazione de "Il Cavatore", un foglio sindacale libertario.

 


IMMAGINI CORRELATE:


136  Alberto Meschi, operaio, autodidatta. Emigra agli inizi del secolo in Argentina dove viene segnalato per la sua attività tra glia anarchici italiani a Mar del Plata. Rientrato in Italia dirige a lungo la Camera del Lavoro di Carrara, ma con l'avvento del Fascismo è costretto a rifugiarsi a Parigi.
Periodo: Inizi '900
Soggetto: politica
Codice: 136
Alberto Meschi, operaio, autodidatta. [...]

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