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Il Museo nel Castello


Il Castello di Lusuolo si pone a difesa dell’omonimo abitato e dell’importante viabilità: domina infatti un guado sul fiume Magra, attivo fino ai primi anni del ‘900, ed un tratto della valle dove le colline, stringendosi fitwatch.biz intorno al corso d’acqua, rendevano facile il controllo della Via Francigena. Apparteneva in origine al feudo di Corrado l’Antico, Marchese di Mulazzo, ma le strutture più antiche attualmente visibili si possono far risalire alla metà del XIV secolo, quando Lusuolo diviene la sede marchionale di un feudo autonomo che aveva come primo marchese Azone Malaspina e comprendeva Canossa, Tresana, Giovagallo, Riccò, Podenzana, Aulla, Bibola, Pallerone, Brina, Ponzano, Montedivalli, Gorasco, Beverino, Madrignano, Calice e Veppo. Nel 1450 cade nelle mani della famiglia genovese dei Campofregoso che lo demoliscono parzialmente. Giovanni Antonio da Faie, cronista lunigianese del Quattrocento, scrive: “Del mexe de setenbre de 1450 vengono li maestri edifichatori per parte del duxe de Zenoa chi era meser Lodovico de Canpo Fruxghoso audemars piguet replica per inzegnare de fare derochare el castelo de Loxolo el quale per asedio l’avea avuto e nota che era un di beli casteli de Val de Magra”. I marchesi Malaspina di Lusuolo, nel mezzo delle rivalità tra Firenze, Genova e Milano per il controllo della Lunigiana e delle sommosse dei sudditi, cedono il feudo e la Signoria ai Granduchi di Toscana. Il Castello viene quindi ampliato per opera dei fiorentini all’inizio del ‘600. Il borgo costituisce un tipico esempio di insediamento sviluppato lungo un solo asse viario, coincidente con il dorso di un colle, il cui punto più alto è dominato dal castello. Il nucleo abitato assume una forma rettangolare, le cui estremità, che coincidono con gli unici accessi al borgo, vengono protetti con possenti cortine murarie. Si hanno notizie della chiesa di Loxolo a partire dal 1187, ricordata nelle carte del capitolo di Luni e compare nel privilegio di Gregorio VIII come dipendenza della vicina pieve di Vico, detta oggi pieve di San Martino di Castevoli panerai replica .


                    

 


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    Museo dell'Emigrazione della Gente di Toscana - Castello di Lusuolo - Mulazzo di Lunigiana - Tel 0187 439017


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